SCARICARE DALLA RETE E' LEGALE?
- La pirateria informatica
La pirateria informatica è ormai nel nostro e negli altri paesi un processo con il quale è possibile scaricare e riportare su cd i download che l’utente ha scelto.
Secondo i dati della guardia di finanza approssimativamente questa illegalità succhia allo stato ogni anno 13 miliardi di euro. Questo è un commercio molto proficuo in quanto supera di molto il commercio di stupefacenti, e anche se negli ultimi anni sono stati imposti severi controlli che hanno portato al sequestro di 89 milioni di prodotti pirata, i contraffattori e i pirati informatici continuano ad aumentare.
Infatti in questo commercio illegale, come in quello della droga, hanno presso largo spazio le organizzazioni criminali che hanno creato delle vere e proprie fabbriche clandestine, dislocate soprattutto nell’est Europa e in Asia, che producono ed esportano quantità inimmaginabile di materiale pirata venduto a prezzi irrisori rispetto agli originali nelle città occidentali.
Non esiste poi solo la pirateria gestita dalle organizzazioni criminali ma, anche se ha un commercio imparagonabile all’altro, si possono distinguere altri tipi di pirateria; per esempio i due più frequenti:

[Fonte: http://www.mediazone.info/site/_contentimages/00040200/40232_decreto_pirateria_art.jpg]
Pirateria domestica
La pirateria domestica è una controversa figura che concerne la duplicazione di programmi, musica, videoclip in ambito domestico tramite masterizzazione ad una cerchia ristretta di persone, per lo più in ambito familiare o assimilabile. Legislazioni di alcuni paesi, più spesso in occasione di sentenze, hanno però stabilito la liceità della copia personale ed in alcuni casi l'illiceità di alcune clausole della licenza d'uso, eventualmente in contrasto con tale pratica.
A questa condotta è stata talvolta assimilata anche quella di effettuare aggiornamenti del software senza disporre di licenza e della copia legale da aggiornare, sebbene la considerazione giuridica per queste fattispecie sia in genere notevolmente differente, consistendo a fini legali nell'indebita acquisizione di applicativi.
Pirateria perpetrata sulla rete
Attraverso la rete è possibile vendere o mettere a disposizione gratuitamente programmi non originali. Questo illecito si compone da una parte dall'illecito di chi rende indebitamente disponibile materiale coperto da diritti, e dall'altra dall'illecito dell'utente che ne effettua il download senza averne titolo (è discussa la figura dell'utente che si avvalga di un servizio non lecitamente allestito per l'ottenimento di materiali che ha titolo a procurarsi). Nella pratica può assumere diverse forme: siti web che rendono possibile lo scambio libero e gratuito di software attraverso download e upload, reti peer 2 peer che consentono di scaricare programmi in violazione del copyright, aste on-line che offrono software a basso prezzo.
La III sezione della Cassazione ha però stabilito che anche se c'è il copyright è possibile scaricare il prodotto, purché non lo si usi a fini di lucro. Questa decisione è stata originata dal ricorso di due studenti torinesi condannati in appello ad una pena detentiva, sostituita da un'ammenda per aver duplicato abusivamente e distribuito programmi illecitamente duplicati, immagazzinandoli su un server del tipo ftp (file transfert protocol), dal quale potevano essere scaricati da utenti abilitati all'accesso tramite un codice identificativo e relativa password.
Per fini di lucro si intende un guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell'autore del fatto che non può identificarsi con un qualsiasi vantaggio di genere: né l'incremento patrimoniale può identificarsi con il mero risparmio di spesa derivante dall'uso di copie non autorizzate di programmi o altre opere dell'ingegno, al di fuori dello svolgimento di un'attività economica da parte dell'autore del fatto, anche se di diversa natura, che connoti l'abuso. Chiunque abusivamente duplica per trarne profitto o chi distribuisce, vende o detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla SIAE, rischia una pena che va da sei mesi a quattro anni. Coloro che invece riproducono, copiano e diffondono abusivamente in commercio un numero superiore a cinquanta copie tutelate da diritto d'autore rischia una pena che va da uno a quattro anni.
[Fonti: www.wikipedia.org; www.repubblica.it; www.key4biz.it]
Parte a cura di Cecchi Leonardo.

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