mercoledì 16 aprile 2008

Il fenomeno del file sharing: conclusioni

CONCLUSIONI


- "Guerra informatica"

E’ indubbio che ogni persona sulla faccia della Terra basa la maggior parte delle proprie azioni sui propri interessi. Di conseguenza è evidente che sia gli artisti, sia le Major, che tutti gli utenti di Internet facciano altrettanto in rete, approfittando il più possibile di ciò che questo mondo gli propone.
Gli interventi precedenti ci mostrano come agiscono tali “attori” quotidianamente, e come essi reagiscono a certi cambiamenti.
Gli utenti hanno a disposizione varie opzioni per ottenere file audio, video e non solo. I siti da cui scaricare tali file a pagamento si contrappongono ai programmi di condivisione file-sharing, e gli utenti scelgono la forma che ritengono più giusta per i propri interessi. Naturalmente molte volte questi interessi sono in contrapposizione con la legittimità assoluta delle loro azioni, e per questo motivo sono consapevoli di poter rischiare sanzioni che svariano da semplici multe a qualche mese di galera.
Ma quando vengono accusati di pirateria informatica perchè condividono file su Internet, non si ritraggono a reazioni anche molto veementi.
Sull’altra “sponda” stanno le Major. Anch’esse, esattamente come gli utenti Internet, devono attuare il proprio interesse: ovviamente ciò comporta spingere il pubblico ad acquistare cd musicali e dvd nei negozi e nei centri autorizzati, piuttosto che permettere loro di scaricarli gratuitamente. Ma il mondo del download gratuito sembra non poter essere fermato, nemmeno quando alcune Major cercano di opporsi a questo fenomeno accusando alcuni utenti di violare la legge e distribuire i file scaricati.
E quando anche la Legge sembra voltare loro le spalle, non gli rimane altro che adeguarsi. Così molte Major hanno cominciato a capire quanto possa essere importante per loro il mercato virtuale, mettendo in vendita i propri prodotti proprio nel mondo che tanto stanno cercando di ostacolare, o quantomeno cercato di ostacolare.
Nel limbo di questa situazione si trovano gli artisti. Essi sono quasi prigionieri delle etichette discografiche a cui loro stessi procurano i guadagni e, molte volte, per chiari interessi economici, si trovano costretti a non schierarsi contro di loro. Ma fra gli artisti c’è chi non se la sente di contraddire i propri fan e darla vinta facilmente a chi se ne approfitta e, soprattutto negli ultimi tempi, comincia a crescere il fronte di coloro che difendono il download gratuito e, anzi, lo incoraggiano. Purtroppo per loro, però, il loro atteggiamento non li aiuta a accaparrarsi ancora più favori e consensi da chi li segue, in modo da poter guadagnare di più nelle uniche possibilità in cui veramente possono farlo davvero, ovvero nei concerti live.
Chi sembra poter risolvere questa situazione e fare, diciamo così, da “paciere” fra le parti, è il mondo di MySpace.
Questo, ormai pienamente ancorato all’interno di Internet, è un mondo dove gli utenti possono dialogare fra loro, ascoltare musica e vedere video in maniera totalmente gratuita. La sua forte espansione, dovuta a un’azione fortemente decisa del marketing sviluppatosi al suo interno, anch’esso peraltro totalmente gratuito, ha convinto molti artisti a utilizzarlo per mettere a disposizione dei propri fan i loro singoli e i loro album, in modo da non costringerli a scaricare rischiosamente questi prodotti.
Nonostante tutto ciò la situazione rimane palesemente complicata e probabilmente ancora per molto tempo continuerà a rimanere tale. Fino a quando ognuno farà solamente i propri interessi, si alterneranno “vittorie” da una parte e dall’altra, che non faciliteranno sicuramente una pacifica e rapida risoluzione del conflitto. Ma forse siamo di fronte a un punto di svolta, con un progressivo avvicinamento e una collaborazione ancora più stretta fra tutti questi fattori. Come già detto, la speranza è che si possa giungere, senza troppi “spargimenti di sangue”, a una riappacificazione fra tutti questi fronti di questa “guerra informatica”.



[Fonte:
http://blog.lucarusso.eu/wp-content/virus.jpg]

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